Value creation / Fondi · 2026-08-17

Private equity in Italia: le PMI sono il 91% delle operazioni ma il 49% del capitale — dove si decide davvero il valore

Di Ing. Massimiliano Moreni ·

Nel 2025 il private equity italiano ha investito su più PMI di sempre, ma il capitale resta concentrato: 91% delle operazioni riguarda le PMI, solo il 49% del capitale investito. Il 48% dei buyout vale meno di 15 milioni di euro: ticket troppo piccoli per un operating partner interno al fondo. Il ritorno del deal si decide nella direzione post-closing, non nel term sheet — e spesso quella direzione manca.

In sintesi

Nel 2025 le PMI italiane hanno pesato per il 91% del numero di investimenti di private equity e venture capital ma solo il 49% del capitale investito (AIFI-PwC), con un finanziamento record alle PMI di 6,5 miliardi di euro. Il 48% dei buyout vale meno di 15 milioni di euro: ticket troppo piccoli per giustificare un operating partner interno nel fondo. In questi casi la differenza tra ritorno atteso e ritorno realizzato si decide sulla direzione post-deal, con un manager ad interim o un temporary management capace di eseguire il piano industriale nei primi 100 giorni.

Nel 2025 il private equity italiano ha investito su più PMI di sempre, ma il capitale non le ha seguite nella stessa proporzione. Secondo l'Osservatorio AIFI-PwC, le piccole e medie imprese hanno rappresentato il 91% del numero di investimenti di private equity e venture capital in Italia, ma solo il 49% del capitale complessivamente investito. È un divario che dice molto su dove si gioca davvero la partita del valore: non nel numero di operazioni chiuse, ma in ciò che accade dopo la firma.

Il dato che conta di più è sulla struttura dei buyout. Il 48% delle operazioni italiane vale meno di 15 milioni di euro, un altro 48% si colloca tra 15 e 150 milioni, e solo il 4% sono operazioni large o mega deal. In termini pratici: quasi un buyout su due in Italia è un ticket troppo piccolo perché il fondo possa permettersi una struttura di operating partner interna, ma abbastanza grande da richiedere una direzione post-deal seria. È lo spazio dove il ritorno atteso al momento del term sheet e il ritorno realizzato all'exit si allontanano — o si avvicinano.

Il quadro più ampio conferma che il mercato sta crescendo per numero, non per capitale medio. Nel 2025 gli investimenti sono stati 887, in crescita del 21% sul 2024, con un finanziamento record alle PMI pari a 6,5 miliardi di euro, anche mentre la raccolta complessiva del settore scendeva del 46% (fonte AIFI-PwC, ripresa da Radiocor-Il Sole 24 ORE). Sul fronte M&A, il KPMG M&A Report segnala 637 operazioni completate nel primo semestre 2026 per un controvalore di 22 miliardi di euro, con una pipeline annunciata da 60 miliardi e una stima per l'intero anno di circa 1.500 operazioni. Più deal, ticket più piccoli, capitale più selettivo: la disciplina si sposta dalla fase di origination alla fase di esecuzione.

Tre elementi separano un buyout PMI che crea valore da uno che lo distrugge. Primo: un piano industriale eseguito nei primi 100 giorni, non solo scritto nella data room. La finestra in cui il management, gli advisor e il fondo condividono ancora la stessa urgenza si chiude in fretta; dopo, ogni ritardo si paga in multipli all'exit. Secondo: una direzione a termine con responsabilità diretta su risultati e KPI, non un layer di consulenza che raccomanda senza decidere — la differenza tra chi firma il piano e chi lo esegue è quasi sempre la differenza tra il rendimento target e quello effettivo. Terzo: una governance con reporting strutturato verso il fondo fin dal primo mese, che permetta di intervenire su scostamenti quando sono ancora correggibili, non quando sono già nel bilancio del secondo anno.

Come interviene Krymax. Nei buyout di piccola e media dimensione — la metà del mercato italiano secondo AIFI-PwC — Krymax entra come direzione operativa a termine al fianco del fondo e del management: temporary management o manager ad interim nei primi 100 giorni, per tradurre il piano industriale in esecuzione misurabile; strutturazione della governance e del reporting verso gli investitori; preparazione della partecipata per l'exit, con l'azienda resa meno dipendente dalle persone e più leggibile per un compratore. È lo stesso principio che guida i mandati Krymax per le imprese familiari in passaggio generazionale, applicato al ciclo di vita di un investimento: un'azienda guidata bene vale di più e si cede meglio, a prescindere da chi la possiede.

Il capitale per le PMI italiane, nel 2025, non è mai stato così abbondante in numero di operazioni. La risorsa scarsa non è più trovare il deal: è eseguirlo. I fondi che lo hanno capito stanno già cercando, fuori dal proprio organico, chi sappia guidare quei primi cento giorni con la stessa disciplina con cui hanno negoziato il prezzo.

Domande frequenti

Perché le PMI pesano il 91% delle operazioni di private equity ma solo il 49% del capitale investito?

Perché il numero di deal è dominato da ticket piccoli e medi — quasi la metà dei buyout italiani vale meno di 15 milioni di euro — mentre il capitale si concentra su un numero ristretto di operazioni di taglia maggiore. È la stessa dinamica che nel 2025 ha prodotto un finanziamento record alle PMI (6,5 miliardi di euro secondo AIFI-PwC) pur in un mercato dove la raccolta complessiva è scesa del 46%: più operazioni piccole, meno capitale medio per operazione.

Cos'è un operating partner e perché nei buyout sotto i 15 milioni spesso manca?

L'operating partner è la figura che il fondo mette a fianco del management della partecipata per eseguire il piano industriale post-acquisizione: non consulenza, ma responsabilità diretta su risultati e KPI. Nei ticket grandi il fondo se lo può permettere in organico; nei buyout piccoli e medi — quasi la metà del mercato italiano — il costo di una struttura interna non si giustifica, e il ruolo va coperto dall'esterno con un mandato a termine.

Come interviene Krymax in un buyout di piccola o media dimensione?

Krymax entra come direzione operativa a termine — temporary management o manager ad interim — nei primi 100 giorni dopo il closing: traduce il piano industriale in esecuzione, struttura governance e reporting verso il fondo, e prepara l'azienda per l'uscita, con perimetro, KPI e piano di uscita definiti fin dal mandato.

Fonti

AIFI-PwC — Il mercato del private equity e del venture capital in Italia, dati 2025 (887 investimenti, +21% sul 2024; PMI 91% del numero e 49% del capitale; buyout: 48% sotto i 15 milioni di euro) · KPMG — M&A Report Italia, H1 2026 (637 operazioni completate, controvalore 22 miliardi di euro; stima 2026 circa 1.500 operazioni) · Borsa Italiana / Radiocor (Il Sole 24 ORE) — raccolta private equity e venture capital in Italia 2025, -46% sul 2024